Chemioterapia ed erezione. Giovani e anziani

Problemi sessuali
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Medicina scienza e ricerca La terza vita del viagra? Un possibile antitumorale Iniziano a essere pubblicati in letteratura dati preclinici e clinici a favore di un potenziale utilizzo degli inibitori selettivi della fosfodiesterasi 5 sildenafil, tadalafil e vardenafil in ambito oncologico.

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Dal numero del magazine di Cristina Tognaccini 25 Giugno Non bastava una nuova vita al Viagra sildenafil e agli altri inibitori selettivi della fosfodiesterasi cGMP-specifica di tipo 5 Pde-5tadalafil e vardenafil, che oggi si apprestano a conquistarne addirittura una chemioterapia ed erezione, come agenti oncologici.

Certo non diventeranno farmaci antitumorali da usare in monoterapia.

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La famiglia degli inibitori della fosfodiesterasi Il primo inibitore della Pde-5 ad arrivare sul mercato fu appunto il sildenafil. Il resto è noto.

Il cancro e la sessualità maschile

Al tempo non esistevano trattamenti orali per la disfunzione erettile. In particolare la sindrome di Raynaud. Infine vardenafil e avanafil furono approvati da Ema e Fda per la chemioterapia ed erezione erettile. Il repurposing come farmaci oncologici Oggi gli inibitori selettivi della fosfodiesterasi 5 sono già presenti sul mercato come generici.

Quando si riceve una diagnosi di cancro, sul momento si pensa solo a guarire, ma lo sguardo va subito anche ai trattamenti necessari per ottenere questo risultato, e alle loro conseguenze.

Soprattutto in associazione con altri farmaci. Senza contare un possibile chemioterapia ed erezione come terapie perioperatorie. È stato questo il punto di partenza di studi preclinici e clinici che stanno provando a dimostrarne un effetto in associazione.

SESSUALITÀ E TUMORI

Usati singolarmente non hanno riportato grandi effetti, ma in combinazione con i farmaci oncologici convenzionali e biotecnologici hanno mostrato una sinergia. Poi chissà che non rivelino altre sorprese.

Lungo sopravviventi Vita sessuale La sessualità è un aspetto importante della vita di una persona e riguarda tanto la sfera fisica quanto quella psicologica e sociale. Le disfunzioni del ciclo sessuale possono essere riscontrate anche da chi è stato affetto da un tumore diverso da quelli genito-urinari. Disfunzioni sessuali erettile per uomo, dispareunia per donna I trattamenti antineoplastici possono dare origine a diverse disfunzioni sessuali; anche se le cause possono essere differenti chirurgia, chemioterapia, ormonoterapie a radioterapia i cambiamenti che ne derivano sono spesso simili. Alcuni pazienti sperimentano disfunzioni in tutte le fasi del ciclo sessuale, mentre altri non mostrano alterazioni.

In vitro e in vivo, le molecole hanno mostrato un effetto — seppur diverso chemioterapia ed erezione seconda del tumore — in numerose patologie. Dalla leucemia linfatica cronica al tumore alla prostata, del colonretto e del cervello.

Sildenafil, tadalafil e vardenafil per esempio non hanno mostrato nessun effetto sulla proliferazione delle linee cellulari di tumore prostatico in vitro. Anche ad alte concentrazioni. Anche in vivo la combinazione tra doxorubicina e sildenafil ha ridotto la proliferazione tumorale rispetto ai controlli.

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Inoltre gli autori della ricerca hanno osservato un miglioramento della cardiotossicità indotta dalla doxorubicina. A livello cerebrale invece, in modelli animali di gliosarcoma alcuni ricercatori hanno dimostrato che la combinazione di vardenafil e doxorubicina aumenta la sopravvivenza rispetto al gruppo non trattato o trattato con i singoli farmaci.

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  • Diversi medicinali, ma anche integratori alimentari incluse vitamine, sali minerali ecc.

Gli inibitori delle Pde-5 infatti sembrano essere strumenti potenzialmente utili, come conferma anche Sava. Perché riescono a passare la barriera ematoencefalica più facilmente rispetto ad altri farmaci antitumorali e potrebbero essere usati per aumentare la permeabilità a livello cerebrale. Sulla base di questi risultati casuali è stata avviata una piccola sperimentazione clinica in aperto di fase II.

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Gli autori del lavoro pubblicato su ecancer riportano ben undici trial clinici aperti o in corso, al momento della pubblicazione dello studio.

E studi di fase II in cui si ha la prova di principio. La stessa Pfizer ha dichiarato di non avere al momento nessun tipo di studio in corso.

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Il motivo? Un basso ritorno economico. Al momento non accade niente di simile se non in pochissimi casi. Ci sono tre farmaci oggi molto promettenti per il repurposing in oncologia — conclude — acido acetil salicilico, beta bloccanti e metformina. Sono tutti farmaci che costano poco, ma non i relativi studi clinici.

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